giovedì 6 dicembre 2007

Curiosando in Wikipedia: Cantanti e Cantautori italiani

Cantanti italiani
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Musicisti italiani

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Satin Doll di Duke Ellington

Satin Doll di Duke Ellington


The Saga of Mr. Jelly Lord

Il restauro di Radioscrigno della serie di dischi intitolata 'The Saga of Mr. Jelly Roll' deriva da un precedente restauro fatto nel 1950 ed edito dalla Circle in un cofanetto di 12 LP (da L-14001 a L'14012). La registrazione originale risale, infatti, al 1938 ed era costituita da 45 dischi.
'The Saga of Mr. Jelly Lord' rappresenta uno dei documenti più esclusivi e importanti sul grande jazz americano. L'opera ha attirato l'attenzione di stampa e pubblico ed ha ispirato il saggio di Alan Lomax 'Mr Jelly Roll'. Il 21 maggio del 1938 fu lo stesso Lomax ad invitare Ferdinand Joseph Morton al Coolidge Auditorium del Congresso di Washington per registrare le 3 opere, i 5 concerti, le 15 sinfonie, le parti di piano solo e di parlato, contenute nel cofanetto. La sessione di registrazione durò cinque settimane, con alcune interruzioni dovute al precario stato di salute dell'artista'. (Tratto dalle note di copertina dell'edizione Circle del 1950).

Nato a New Orleans il 20 settembre del 1885, Jelly Roll Morton, pioniere dello stile pianistico Jazz, comincia la sua carriera artistica e musicale suonando la chitarra e il mandolino nei saloni di barbiere e poi in un bordello.
Proprio qui il musicista perfeziona le sue qualità di pianista e di compositore, fondendo la musicalità del ragtime e del blues, di motivi popolari e arie d'opera, con la musica della tradizione nera, meticcia e messicana. I primi duri anni della sua carriera lo rendono un musicista di eccezionale capacità tecnica, da cui hanno tratto insegnamento i pianisti della generazione successiva.
Il movimento e l'elaborazione tramite riff, improvvisazione negli assoli, la ricercatezza timbrica vocale e strumentale sono le linee guide della sua creatività. Nel 1926 costituisce il complesso 'Red Hot Peppers' col quale dà vita alle più belle incisioni, curando scrupolosamente gli arrangiamenti e l'esecuzione: un feeling (raggiunto anche grazie alle lunghe prove) che ancora oggi attrae e ci fa viaggiare nei suoni dell'America degli anni '30. Ma le doti eccezionali non muteranno mai i tratti duri del carattere violento di Morton, anzi, la presunzione di essere il più grande musicista e interprete dei suoi tempi acuisce la sua arroganza. Il momento più fortunato della carriera di Morton è tra il 1926 e il 1929, ma con l'affermarsi, negli anni successivi, dello swing e delle grandi orchestre, il successo del musicista declina fino a scomparire del tutto: la progressiva emarginazione è causata anche dal suo carattere violento e dall'alcolismo. Solo nel 1938 riesce di nuovo ad incidere e a rivivere un momento di successo.
Ma l'arroganza lo rende di nuovo inviso all'ambiente musicale: muore in miseria il 10 luglio del 1941, dimenticato da tutti.

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Radioclub. Frank Sinatra

Radioclub. Frank Sinatra Radioscrigno ha gia' pubblicato su RITROVAMENTI questo documento storico di grande bellezza e ha deciso di restaurarlo, per permettervi di fare il confronto tra l'audio del vecchio padellone e l'audio ripulito. L'importante ritrovamento riguarda 'The Voice', colto in un suo rapido passaggio in Italia. Nel corso del suo tour del 1953 nel nostro paese, Sinatra viene invitato dalla Rai a partecipare alla trasmissione 'Radioclub', condotta da Guido Notari.
E' il 20 maggio e Sinatra arriva puntualissimo negli studi radiofonici, ma il dirigente di turno, salutandolo, si ricorda improvvisamente che l'illustre ospite non gradisce affatto cantare in una fredda sala vuota. Detto fatto, in pochi minuti, impiegati, fattorini, segretari, custodi e visitatori vengono scaraventati in sala A per fare 'pubblico'.
Il cantante americano canta "Night and Day", "Laura" e "September Song". Intanto, per scaldare l'ambiente, l'attore Enzo Turco dedica dei versi napoletani all'artista statunitense e, soprattutto, si esibisce un giovane cantante, per la verita' piu' noto come attore, che spesso si aggira fra gli studi alla ricerca di una scrittura.
Il cantante e' Domenico Modugno, indicato erroneamente, nella scheda contenuta nel padellone ritrovato, come Salvatore. Frank Sinatra e' curioso di sapere cosa abbia cantato quel giovanotto riccio per aver avuto tanto successo. Modugno gli fa vedere un pezzo di carta con il testo della canzone appena eseguita. Si tratta di "Ninna Nanna", scritta da Franco Nebbia, noto jazzista, che ha condotto anche la trasmissione "Il Gambero". Sinatra legge il testo, sembra interessato, ripone il biglietto nella tasca della giacca, parlotta con il giovane cantante e alla fine lo congeda affettuosamente. Cio' basta a convincere i funzionari Rai che quel giovanotto ha un futuro.

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Andrea Doria

Andrea Doria

Un vortice di note in fondo all'Oceano.

Le testimonianze e il restauro dell'intervista del Giornale Radio ai sopravvissuti.

Il 25 Luglio 1956 durante il tragitto della sua 51° traversata l'Andrea Doria entrava in collisione con la motonave rompighiaccio Stockholm. Entrambi gli equipaggi a causa di un banco di nebbia fittissimo si accorsero troppo tardi dell'imminente collisione. Le due navi si scontrarono nell'oceano, la prua della Stockholm fece scempio nella fiancata della nave Italiana. L'Andrea Doria dopo un'agonia di molte ore affondò nell' oceano posandosi sul fondale a circa 225 piedi. In quel giorno sventurato persero la vita 46 persone sulla nave Italiana su un totale di 1088 passeggeri, 5 sulla Stockholm. L'Andrea Doria misurava 697 piedi, affidata al comando del Capitano Piero Calamai compiva la traversata da Genova a New York trasportando ad ogni viaggio attori, gente famosa, in un clima di spensierata allegria e mondanità su quella che allora veniva chiamata "la rotta del sole".
'La sera del 25 luglio 1956 ' ha raccontato il genovese Dino Massa, l'ultimo direttore d'orchestra testimone dell'epopea dei transatlantici ' ero li' nel salone ad intrattenere il pubblico. Suonavamo Rabagliati e 'Ma se ghe penso', solo dopo mezzanotte si poteva trasgredire col jazz, Armstrong e Benny Goodman'. Il suo gruppo stava eseguendo 'Arrivederci Roma', quando esplose la tragedia. 'Abbiamo sentito uno scrollone, un botto enorme, il suono ce l'ho ancora nelle orecchie, come un gran colpo di piatti. Non avrei mai immaginato un suono cosi'. E subito il fumo che saliva dalle scale, il fuggi fuggi della gente, l'inizio del naufragio. Cominciammo a girare per la nave e a chiedere nobody in? nobody in? ad ogni porta, per portare soccorso. Il concerto era finito, stava finendo l'Andrea Doria'.

A Dino Massa e' dedicato il ricordo del violoncellista Marco Ferrari, nel suo libro, edito da Sellerio, 'Grand Hotel Oceano':
'Ora non lo sento piu', non odo piu' quel suono nella notte. Per quarant'anni un girotondo di note mi ha vorticato attorno, un mulinello di sonorita' confuse ha incatenato i miei sogni. Piu' o meno alla stessa ora, verso le 23.10 (') era la voce del mio violoncello. Poi e' venuto il silenzio. Il mio strumento ha avuto paura di altre mani, diverse dalle mie, le mani degli uomini che adesso scavano tra i rottami dell'Andrea Doria, in quel fondale di morte. Si e' dissolto al primo tentativo di assalto di quella che considerava la sua tomba eterna ed ha emesso l'ultimo arpeggio: l'ho sentito, e' stato come un fischio acuto che mi ha trafitto il timpano. (') L'acero del fondo si deve essere squarciato in un istante, il coperchio di abete si deve essere frantumato, il manico sfaldato e la voluta disintegrata. La sua anima avra' vagato tra i coralli e la melma facendo valere le buone qualita' acustiche'.
(') 'Ho battuto la bacchetta sul leggio per placare il brusio della sala; ho guardato negli occhi i musicisti; ho dato il via alla canzone e i primi accordi di 'Arrivederci Roma' sono risuonati limpidi e cristallini. Mi, fa diesis, mi re' e una goccia di rimpianto e' comparsa alle 23 e 10 dell'ultima notte di navigazione. Ma le note sono rimaste spezzate, proprio quando mancavano poche canzoni per completare il repertorio' Un tremito improvviso ha scosso la sala e un suono stridente ha annientato l'armonia. I cimbali si sono messi a fremere, i tamburi a rullare, i fiati a fischiare con fragore. Anche i bicchieri hanno cantato prima di disintegrarsi. Tavoli, sedie e bottiglie sono scivolati costruendo una diga. Ho visto passeggeri volare, trascinati sul fianco di dritta, scaraventati sulle pareti. Fuori, fuochi d'artificio di strane tonalita' bianche e gialle si sono levati in cielo'.

Ascolta anche: Intervista con Gastone Biffoli, superstite dell'Andrea Doria



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Aldo Fabrizi : L'incendio

Aldo Fabrizi : L'incendio

Nato da una famiglia di fruttivendoli, Aldo Fabrizi a dieci anni rimane orfano di padre. Trascura gli studi e passa la maggior parte del suo tempo in quella scuola di vita che e' Campo de Fiori, dove la madre ha un banco di frutta. Debutta alla radio negli anni Trenta, sfruttando l'esperienza dei palcoscenici della rivista che già frequentava da tempo.
Alla radio ottiene un successo immediato con 'C'avete fatto caso?', una rubrica in cui alterna monologhi buffi a filastrocche e battute improvvisate. Il pubblico della radio si affeziona al suo inedito ruolo di macchiettista, in cui inserisce gli ingredienti della sua personalità d'attore: ironia, bonarietà, arguzia romanesca e capacità di improvvisazione.
Con 'C'avete fatto caso', Fabrizi diventa una delle voci più amate dagli italiani. I documenti riportati alla luce da Radioscrigno fanno parte di questo periodo, anche se il rapporto di Aldo Fabrizi con la canzone deve considerarsi tutt'altro che episodico. Sono circa settanta i suoi dischi con canzoni e monologhi, nei quali mette in mostra doti non comuni di cantante popolaresco. Una serie di 78 giri, custoditi da Radioscrigno, in cui Fabrizi ' secondo lo stile del macchiettista dell'avanspettacolo di ambiente romano ' alternava strofe di stornelli a parti recitate da solo o in duetto, tipo 'L'acquacetosaro'. Inutile dire che si tratta di prove vocali di grande interesse, scritte e sceneggiate da Fabrizi stesso, che su disco non perdono nulla di quell'immediatezza alla base del successo radiofonico.

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Trilussa dice..

Trilussa dice..

Il poeta Carlo Alberto Salustri nasce a Roma il 26 ottobre del 1871; il padre è un cameriere di Albano, la madre, originaria di Bologna, è sarta; poco portato per gli studi, termina le scuole nel 1886.
L'anno successivo pubblica il suo primo sonetto sul giornale 'Rugantino' e assume lo pseudonimo Trilussa (anagramma del cognome Salustri); da quel momento comincia a collaborare con vari periodici romani, tra cui 'Il Messaggero'; la notorietà lo raggiunge intorno agli anni 90.
È autore di numerosi versi e sonetti in dialetto romanesco, in un periodo in cui questo genere letterario è particolarmente diffuso.


Il poeta canta la Roma fin de siècle e la piccola borghesia che la popola, e lo fa accompagnando i versi ad illustrazioni, molto apprezzate nei quotidiani romani, come "Il Giorno" di Luigi Lodi.
Il dialetto di Trilussa non è puro come quello del Belli, ed è più vicino all'italiano e alla lingua parlata in quegli anni nella Capitale; l'umorismo, l'ironia, la vena satirica sono però ugualmente pungenti.
Una caratteristica tipica della sua poesia è quella degli animali: Trilussa, infatti, racconta storie esopiane di leoni, cani e gatti, topi e maiali, per deridere i difetti dell'uomo.
Con questo stile e modello letterario Salustri rappresenterà per cinquanta anni la società italiana, attento ai suoi mutamenti e alle sue innovazioni: nel 1916, ad esempio, scrive "Basta la mossa!" poesia dedicata al cinema, nella quale mostra diffidenza per un mezzo che è, ancora, improvvisato e dilettantesco.


Il successo e la consacrazione giungono intorno agli anni '20 e '30 del 900; nel 1922 la Mondadori pubblica le sue raccolte:
"Lupi e agnelli", "Le favole", "Nove poesie", "Le cose", "I sonetti", "Le storie", "Ommini e bestie". Nel 1932 esce "Giove e le bestie", "Cento favole", "Libro muto" e "Cento apologhi"; in quegli anni collabora anche con Ettore Petrolini, per il quale scrive qualche testo.
Intanto però la Roma dipinta dai suoi sonetti e dalle sue illustrazioni, va scomparendo, e il poeta comincia a perdere la sua ispirazione.
Pochi giorni prima di morire, nel 1950, viene nominato senatore a vita per meriti letterari ed artistici dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.


Il disco e' un 78 giri Columbia D 5727, matrice 30023, 30024.

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Festival di Sanremo 1952.

Festival di Sanremo 1952.


Radioscrigno ha restaurato i padelloni ritrovati in Audioteca, relativi alla registrazione delle tre serate del Festival di Sanremo del 1952, condotto da Nunzio Filogamo, e vinto da 'Vola Colomba', cantata da Nilla Pizzi. Nell'archivio di TRASMETTIAMO PER VOI potete ascoltare le tre canzoni vincenti, e la storia di quella edizione di Sanremo. In questa sezione, potete invece ascoltare altre canzoni di quel Festival, interpretate oltre che dalla Pizzi, da Achille Togliani, Gino Latilla, Oscar Carboni e il Duo Vocale Fasano; potete inoltre ascoltare le bellissime presentazioni che Nunzio Filogamo regala a queste canzoni, nelle prime due serate.

1. Annuncio dell'inizio della prima serata da parte di Nunzio Filogamo.

2. 'Al ritmo delle carrozzelle', Duo Fasano; prima parte della prima serata. La canzone non entra in finale.

3. 'Nel regno dei sogni', Achille Togliani e Nilla Pizzi; prima parte della prima serata. La canzone entra in finale.

4. 'Buonanotte ai bimbi del mondo', Nilla Pizzi e Duo Fasano; prima parte seconda serata. La canzone non entra in finale.

5. Conclusioni di Nunzio Filogamo; seconda parte della seconda serata.

6. Inizio della trasmissione della serata finale.

7. 'Perche' le donne belle', Oscar Carboni; prima parte della serata finale.

8. 'L'attesa', Gino Latilla; prima parte della serata finale.

9. 'Un disco dall'Italia', Gino Latilla; prima parte della serata finale.

10. Conclusioni di Filogamo; seconda parte della serata finale.

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Here Comes Santa Claus

Here Comes Santa Claus

In occasione delle Feste Natalizie, Radioscrigno vi propone e vi regala "Here Comes Santa Claus", interpretata da Doris Day, accompagnata da Quartetto vocale maschile. L'incisione e' su disco Columbia, CQ 2412, depositato a norma di legge, in Italia, nel 1952.
Doris Day, la biondissima attrice e cantante, e' famosa per le sue interpretazioni nel cinema brillante americano degli anni Cinquanta. Nata a Cincinnati nel 1924, e dopo aver sognato una carriera da ballerina, e' grazie alle sue notevoli doti canore che invece si impone al grosso pubblico, che ne apprezza non solo la bravura artistica, ma anche il suo famoso sorriso rassicurante, e, allo stesso tempo, estremamente sexy.
I suoi film piu' noti sono: "Non sparare, baciami", "Amami o lasciami", e, soprattutto, nel 1956, "L'uomo che sapeva troppo" - di Alfred Hitchcock - che la Day interpreta a fianco di James Stewart, e dove canta "Que sera sera", il suo brano piu' noto.
Grande successo ebbero anche i films, girati in coppia con Rock Hudson, tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, molto apprezzati dal pubblico, malgrado i contenuti altamente allusivi ("Il letto racconta...", "Amore ritorna"). Negli anni Settanta, l'attrice abbandona il cinema e comincia a lavorare solo per la televisione.

Il RESTAURO e la pulizia di Radioscrigno vi permettono di apprezzare, in "Here Comes Santa Claus" non solo le doti canore di Doris Day, ma anche gli effetti sonori del disco, in particolare i campanelli della slitta di Babbo Natale...

AUGURI A TUTTI!

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Le canzonette di Leopoldo Fregoli

Le canzonette di Leopoldo Fregoli

Radioscrigno ha restaurato tre 78 giri, gia' pubblicati nella sezione RITROVAMENTI, interpretati da Leopoldo Fregoli:

'Il Corno' - Societa' italiana di Fonotipia, no. 39618 n. 453;

'La fruttarola' - Societa' italiana di Fonotipia, no. 39615 n.454;

'Do, re, mi, fa'!' Societa' italiana di Fonotipia, no. 39613-614, n.1;

Queste tre canzonette, incise del 1906, fanno parte di una collana di dischi edita dalla Fonotipia di Milano, con l'autografo degli interpreti sull'etichetta e inciso sulla matrice: un prezioso cimelio, degno di un museo della musica.

Radioscrigno ha deciso questo restauro, in modo che il navigatore possa apprezzare meglio le doti canore e vocali del celebre trasformista romano.

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Le campane di San Giusto

Le campane di San Giusto

L'ascesa di Enrico Caruso (1873-1921) inizia nel 1894, con il suo debutto al Teatro Nuovo di Napoli, ma la grande affermazione del tenore partenopeo avviene nel 1898, alla Scala di Milano; da quel momento Caruso, passando di successo in successo, varca i confini nazionali e canta nei piu' importanti teatri del mondo (Roma, Parigi, Londra, Buenos Aires, San Pietroburgo, Lisbona, Montecarlo, New York). Nel 1905, decide di abbandonare Napoli ed emigrare definitivamente negli Stati Uniti, dove, grazie alle sue esibizioni al Metropolitan Opera House di New York, incontra, per quasi venti anni, un grande successo di critica e pubblico.
Caruso e' uno dei primi cantanti ad incidere dischi, grazie ai quali riesce a raggiungere fama mondiale. Malgrado cio', e malgrado le grandi ricchezze accumulate, rimane sempre legato alla sua terra natale, dove spesso torna, e che onora con le sue indimenticabili interpretazioni della canzone napoletana: grazie a Caruso, le note di 'Torna a Surriento', 'Maria Mari'', 'O sole mio' e 'Marechiaro' si diffondono in tutto il mondo.
I gravi problemi di salute non impediscono al grande tenore di continuare a cantare fino al 1920; alla fine, pero', la malattia lo costringe ad abbandonare la scena: torna in Italia e si stabilisce a Sorrento; aggravatesi le condizioni di salute, viene trasportato a Napoli, dove muore il 2 agosto del 1921.

Radioscrigno ha restaurato del grande tenore drammatico un 78 giri, Voce del Padrone Db-616, che Caruso incise alla fine della Grande Guerra: si tratta della patriottica canzone di Arona, Colombino, Drovetti: 'Le Campane di San Giusto'.

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Sassofoni e vecchie trombette del Quartetto Cetra

Sassofoni e vecchie trombette del Quartetto Cetra

Un nuovo restauro realizzato da Maurizio Messina e Stefano Pogelli, grazie ai mezzi del nuovo laboratorio di Radioscrigno.
Ancora una volta si tratta di vecchie incisioni dell'ottobre 1954, tratte dalle riviste radiofoniche realizzate dal Quartetto Cetra, tra il 1953 e il 1955. A partire dall'ottobre 1953 va in onda sul Secondo Programma "Sassofoni e vecchie trombette. L'impossibile storia del jazz". Il titolo parla da sé: la storia del jazz riveduta e corretta da Tata, Virgilio, Felice e Cia; un alternarsi di gag e canzoni scritte appositamente per l'occasione; le orchestre sono di Francesco Ferrari - con l'arrangiamento di Puccio Roelens - e di Guido Cergoli - con l'arrangiamento di Riz Ortolani.
La Cetra pubblica il meglio di queste canzoni; in particolar modo realizza due extended play, che abbiamo scovato rovistando tra i tesori della Discoteca Radio Rai. Prima di ripulirli Radioscrigno li ha pubblicati nella sezione Ritrovamenti, in modo da far ascoltare la differenza tra il suono della matrice sporcata dal tempo e la versione ripulita dal nostro laboratorio. I quattro brani del supporto Extended Play dal titolo "Sassofoni e vecchie trombette. L'impossibile storia del jazz" - Cetra EP 0517 - sono: Un turista ad Harlem di Savona e Giacobetti, con l'accompagnamento dell'Orchestra Ferrari; Al festival del jazz di Lelio Luttazzi e l'accompagnamento dell'Orchestra Ferrari; Un gettone nel Juke Box, di Savona e Zapponi, con l'accompagnamento dell'Orchestra Ferrari; Il favoloso Gershwin di Luttazzi e Zapponi. Ricordiamo alcuni particolari: esiste anche una versione molto particolare del brano Al festival del jazz, interpretata dal Quartetto con l'accompagnamento di Lelio Luttazzi e di Gorni Kramer, ospiti della rivista radiofonica "Il piccolissimo teatro del Quartetto Cetra", andata in onda nel 1955. Ricordiamo infine che, grazie ad un nuovo testo, Un gettone nel Juke Box sarà la sigla del "Piccolissimo teatro del Quartetto Cetra".

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mercoledì 5 dicembre 2007

Spillo consiglia: Barbra Streisand

Barbra Streisand (New York, 24 aprile 1942) è una cantante, attrice, compositrice e regista nonché produttrice cinematografica statunitense.


È l'artista femminile ad aver venduto il maggior numero di dischi negli Stati Uniti, con 71 milioni di copie all'attivo solo in questo mercato. In carriera ha collezionato un premio per ciascuna categoria: due Academy Award (cinema), nove Grammy Award (musica), sei Emmy Award (televisione) e un Tony Award (teatro).
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Barbra Streisand - The Way We Were (1975)



Barbra Streisand - Woman in Love




Barbra Streisand - Somewhere (With IL Divo) 2006



Barbra Streisand & Neil Diamond - You Don't Bring Me Flowers



Guarda Barbra Streisand in "Hello Dolly"


Celine Dion & Barbra Streisand - Tell Him




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Spillo consiglia: Giuseppe Di Stefano

E sì Spillo conosce bene e ama anche la musica classica e la musica lirica...

Giuseppe Di Stefano (detto Pippo) (Motta Sant'Anastasia, 24 luglio 1921) è stato un tenore italiano del Novecento.

Giuseppe (Pippo) Di Stefano (Motta Sant'Anastasia, Catania, 24 luglio 1921) è stato un famoso cantante lirico italiano la cui carriera è stata brillante, dagli anni '40 fino all'inizio degli anni '70. Il suo nome e il suo grande talento, di tenore dalla voce bene impostata e con una dizione chiarissima, sono legati, tra l'altro, al sodalizio artistico e affettivo con Maria Callas, assieme alla quale apparve anche in numerosi concerti, e con cui registrò su disco numerose opere.

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Di Stefano Pagliacci



DI STEFANO SINGS SCHUBERT'S SERENADE



Giuseppe Di Stefano-Una Furtiva Lagrima



Giuseppe Di Stefano-E Lucevan le stelle



Giuseppe di Stefano sings "Nessun dorma" from Turandot



Maria Callas & Giuseppe Di Stefano - "O Soave Fanciulla"




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Spillo consiglia: Mario Biondi

Mario Biondi (Catania, 28 gennaio 1971) è un cantante italiano.
Il vero cognome di Mario Biondi è Ranno. La scelta di questo cognome è in ricordo del cognome d'arte che usava il padre, il cantante Stefano Biondi.

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Mario Biondi "This Is What You Are"



Amalia Gre' and Mario Biondi - Amami per sempre



Mario Biondi - I Can't Keep From Cryin Sometimes



2007 Feb 02 Victory Mario Biondi Live





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martedì 4 dicembre 2007

Rari e introvabili... Jazz

Cannonball Adderley - Jive Samba - Jazz Scene USA



Cannonball Adderley - Work Song - Jazz Scene USA


Cannonball Adderley - Primitivo - Jazz Scene USA



Cannonball Adderley - Jessica's Birthday - Jazz Scene USA




Jammin' The Blues 1944 - Historic Black Jazz Jam Session

Video Clip - Dave Brubeck Quartet - Take Five (Jazz Casual ')



Jazz Icons: Thelonious Monk- Live In '66





JAZZ AGE CLIPS RARE

JAZZ AGE CLIPS # 14 THE STREETS OF PARIS 1920's RARE FUN.


JAZZ AGE CLIPS #21 1929 STOCK CRASH RARE CLIPS


JAZZ CLIPS # 18 ALL TYPES OF SPORTS EVENTS RARE



JAZZ CLIPS # 8 WALL STREET SHOTS RARE TVDAYS.COM


Aretha Franklin : I Say A Little Prayer - Rare Live Version



John Coltrane w/ Wynton Kelly Trio VERY RARE

Rari e introvabili... Artisti Vari

A Spillone piacciono i brani rari e introvabili...


Mia martini - Al mondo (1975)




Bob Marley - No Woman No Cry (version rare)





Brani introvabili...

Spillo consiglia: Sergio Endrigo

Sergio Endrigo (Pola, 15 giugno 1933 – Roma, 7 settembre 2005) è stato un cantautore italiano tra i più conosciuti ed apprezzati.

Nato in Istria, pur non appartenendo ad una scuola specifica, è stato spesso accostato - per stile e temperamento - ai cantautori della scuola genovese, come Gino Paoli, Fabrizio De André, Luigi Tenco e Bruno Lauzi.
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Canzone per te - Sergio Endrigo


Io che amo solo te - Sergio Endrigo



Sergio Endrigo - Ci Vuole Un Fiore (1974)


Sergio Endrigo - L'arca di Noe(1970)


Lontano Dagli Occhi


SERGIO ENDRIGO - TERESA


SERGIO ENDRIGO - ADESSO SI


Sergio Endrigo (+15 bambini) - La Casa (1970)



sergio endrigo-era d'estate








http://istrianet.org/istria/illustri/endrigo/index.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Endrigo

http://www.sergioendrigo.it/

Spillo consiglia: Umberto Bindi

Umberto Bindi (Bogliasco, 12 maggio 1932 – Roma, 24 maggio 2002) è stato un cantautore e cantante italiano.

Nato vicino a Genova nel 1932, insieme a Gino Paoli, Fabrizio De André e Luigi Tenco è uno dei quattro maggiori esponenti della cosiddetta scuola genovese dei cantautori, un nucleo di artisti che rinnova profondamente la musica leggera italiana.

Bindi in particolare è quello meglio preparato musicalmente, e la sua propensione per una melodia elegante e per arrangiamenti sontuosi lo avvicinano ai cantanti da classifica. Le sue migliori composizioni hanno i testi di un concittadino, il paroliere Giorgio Calabrese. Con lui dà vita ad Arrivederci (1959), alla toccante Il nostro concerto (1960), in cui mette a frutto i suoi studi in una magnifica introduzione strumentale lunga più di 70 secondi, e a Non mi dire chi sei (Festival di Sanremo 1961), mentre qualche anno dopo, con Franco Califano scrive, per Ornella Vanoni, La musica è finita (1967).

Col tempo incontra sempre maggiori difficoltà nell'ambiente musicale, in parte per la scarsa richiesta di compositori dotati del suo tocco raffinato, ma soprattutto a causa di una vergognosa discriminazione dovuta alla sua omosessualità.

Vive gli ultimi anni della sua vita in povertà; l'intervento della legge Bacchelli a sostegno degli artisti arriva tardi: poche settimane dopo, nel maggio 2002, muore in un ospedale di Roma.


continua...


Io e il mare (1976 - Bindi - Lauzi)

Sembra ferma l'acqua chiara
Ma si muove, piano piano
Incomincia a fremere
Ha voglia di correre
Vibrazioni dell'anima
Che incomincia a conoscere
Emozioni semplici
Che comunque abituano
La nostra età ad andar sempre
Dove il cuore vuole
Come il mare
Come il mare
Io non torno più
A trovare lei
Lei, la spiaggia della foce
Che mi ha fatto amare il mare
La mi innamorai
La, dinanzi a lui
No, non mi son mai pentito
Ma la vita mi ha cambiato
Sai, da giovane è facile
Poi, poi diventa difficile
Si diventa cinici, pigri e malinconici
Non si sa più
Se val la pena di lasciarsi andare
Come il mare
Come il mare
Ma so che tornerò
Alla spiaggia della Foce
Quando tornan le lampare
Sarò trai pesci
Che avranno tirato su
Rinchiuso tra le loro reti
Gettate nel più profondo mare

continua...

Umberto Bindi - Il Nostro Concerto (1960)



Umberto Bindi - Un Ricordo D'Amore (1963)



Omaggio ad Umberto Bindi ( live)



Italica Rai: Umberto Bindi

Umberto Bindi info


Radioscrigno Rai: Bindi

radioscrigno/Riviera

radioscrigno/Carnevale a Rio

radioscrigno/Jane

lunedì 3 dicembre 2007

Spillo consiglia: Cesaria Evora

1941 a Mindelo, sull'isola di San Vicente, Capo Verde, Cesaria Evora è la più conosciuta interprete della "morna", stile che unisce le percussioni dell'Africa occidentale con il fado portoghese, la musica brasiliana e i canti di mare britannici.

continua...

Cesaria Evora - Sodade (live)



Salif Keita & Cesária Évora - Yamore.


Cesária Évora / Cesaria Evora - Petit Pays



Biografia in italiano su Cesaria Evora

Filmati Youtube su Cesaria Evora

Wikipedia in inglese su Cesaria Evora

Capoverde in italiano pagina su Cesaria Evora

Il Sito Ufficiale di Cesaria Evora

Sito di un fans di Cesaria Evora

domenica 2 dicembre 2007

Spillo consiglia: Aselin Debison

Aselin Debison (nata il 27 giungo del 1990) è una cantante canadese di musica pop e celtica
ha una voce dolcissima é una piccola leggenda nel mondo della musica, a soli 13 anni in Nuova Scozia con la sua voce dolcissima è riuscita a calmare e a incantare e commuovere alle lacrime
i minatori durante ad una protesta

Aselin Debison - Over the Rainbow-What a Wonderful World


http://en.wikipedia.org/wiki/Aselin_Debison

Aselin-Debison-Biography

http://www.aselindebison.com

Bic Runga


Bic Runga è una cantante neozelandese nata il 13 gennaio 1976 , il padre è un soldato maori e la madre è una cantante di cabaret cinese . Il suo Beautiful Collision è uscito nel suo paese (dove è famosissima) nel 2002, in Europa è stato pubblicato nel marzo 2004


Ha una voce potente ma dolcissima, tutti i brani sono stati composti da lei (testi e musiche), ed è sua la produzione, inoltre suona chitarre (elettrica, acustica e 12 corde), piano, batteria, wurlitzer dobro e armonica. Un'artista incredibile. La musica che esce da questo CD è un mix di pop, rock, jazz, emozioni, bellezza e dolcezza.
Beautiful Collision va ascoltato a luce soffusa, con un buon bicchiere di vino, chiudendo gli occhi per lasciarsi trasportare dalla volce incantevole di Bic Runga.
Il mio brano preferito è quello che dà il titolo all'album: Beautiful Collision.
Desidero anche sottolineare come Bic Runga oltre a comporre musica stupenda, scriva anche testi bellissimi:






















guarda Winning Arrow" - Bic Runga




Sito ufficiale di Bic Runga

http://en.wikipedia.org/wiki/Bic_Runga

sabato 1 dicembre 2007

Etta Jones

Etta Jones è stata una cantante americana, è stata estremamente sottovalutata e che raramente ha ricevuto il riconoscimento ampiamente meritato. Forse il motivo principale del oscuramento della sua grandezza è stato che in quel periodo ci sono state molte grandi voci del jazz femminile
sulla scena, e che del fatto che è stata spesso confusa con la grande Etta James.


Etta Jones Biografia

http://en.wikipedia.org/wiki/Etta_Jones






The Great Etta Jones


ascolta Etta Jones

Spillo consiglia: Etta James

Etta James , il cui vero nome è Jamesetta Hawkins e soprannominata anche Miss Peaches, (25 gennaio 1938) è una cantante statunitense jazz, blues, R&B e gospel.

continua...


Etta James & Dr.John - I'd Rather Go Blind ( Blind Girl)




Etta James & Blues Breakers - You Got Me Runnin'




Etta James - Only Time Will Tell




Etta James: Take It To The Limit (w/ Kal David)




ETTA JONES - JAZZ DIVA



http://it.wikipedia.org/wiki/Etta_James

http://en.wikipedia.org/wiki/Etta_James

http://www.etta-james.com/


Bob James Trio

Bob James Trio - Mind Games



Bob James - Moonjogger